Val Bisagno: se anche Misurale apre alla strada sul Bisagno, allora la si valuti davvero

Alla fine, quella che per qualcuno era poco più di un’ipotesi “fuori dal coro” sta trovando conferme anche in ambito tecnico.
Oggi, leggendo l’articolo de Il Secolo XIX, emerge con chiarezza una posizione che merita attenzione: l’ingegnere idraulico Pietro Misurale indica la possibilità di una strada più larga sul Bisagno come una soluzione che si può valutare, richiamando la necessità di recuperare spazio a terra.
E allora il punto è semplice: se oggi anche una voce tecnica autorevole lo afferma, significa che non siamo di fronte a una fantasia, ma a una proposta concreta che avrebbe dovuto essere presa in considerazione fin dall’inizio.
Una proposta già sul tavolo
Negli ultimi giorni ho riportato questo tema al centro del confronto, incontrando i comitati della vallata insieme all’architetto Gabriele Baldi Caproriti.
La proposta esiste da tempo: allargamento della sede stradale in sponda destra del Bisagno, sfruttando il franco del torrente, con una riorganizzazione della viabilità capace di separare meglio traffico ordinario e trasporto pubblico.
Un’idea chiara: migliorare la mobilità lavorando sulla superficie, senza riempire la valle di infrastrutture invasive.
All’incontro erano presenti anche i rappresentanti del comitato Insieme per la Val Bisagno, con la presidente Alessia Traverso e Carla Veggi. Segno che il tema non è teorico, ma profondamente radicato nella realtà del territorio.
Non era un’idea “strana”
Fa piacere leggere oggi che anche Misurale considera valutabile questa soluzione.
Evidentemente, l’idea non era così strana come qualcuno poteva pensare.
Lo diciamo da tempo insieme ai comitati e ai tecnici: prima di introdurre opere impattanti, bisogna avere il coraggio di approfondire fino in fondo le alternative che intervengono sulla viabilità esistente e sul trasporto pubblico di superficie.
Il punto non è intestarsi una primogenitura politica.
Il punto è riconoscere che nel dibattito pubblico sta emergendo una linea già presente sul territorio.
Il valore di una seconda voce tecnica
C’è un passaggio che ritengo fondamentale.
Quando una proposta viene sostenuta da cittadini, comitati e professionisti del territorio, spesso viene liquidata come “posizione di parte”. Ma quando quella stessa proposta viene riconosciuta anche da una seconda voce tecnica autorevole, il quadro cambia.
Non siamo più davanti a un’ipotesi estemporanea.
Siamo davanti a un’alternativa concreta che merita studio, trasparenza e rispetto.
E questo dovrebbe bastare per cambiare il tono della discussione.
Mobilità significa vita quotidiana
La mobilità in Val Bisagno non è un confronto astratto tra modelli infrastrutturali.
È la vita quotidiana di migliaia di persone: lavoratori bloccati nel traffico, studenti, famiglie, anziani, cittadini che ogni giorno si spostano con difficoltà.
Quando si parla di mobilità, si parla di tempo.
Tempo perso. Tempo recuperato. Qualità della vita.
Per questo il confronto non può essere superficiale o guidato solo da ciò che è più visibile o mediaticamente spendibile.
La si valuti davvero
Se oggi anche un tecnico autorevole afferma che la strada sul Bisagno si può valutare, allora la si valuti davvero.
Senza pregiudizi.
Senza sufficienza.
Senza far finta che le alternative non esistano.
La Val Bisagno merita un confronto serio su tutte le soluzioni possibili.
E soprattutto merita che le scelte vengano fatte guardando alla realtà, non alle narrazioni.