DSP cresce in Liguria: da Sanremo a Savona, domani La Spezia. Un percorso concreto, non simbolico

Negli ultimi giorni due notizie hanno segnato un passaggio importante per Democrazia Sovrana Popolare in Liguria: la nascita della sezione Ponente Ligure a Sanremo e la costituzione della sezione di Savona, “La Torretta”.
Due territori diversi, una stessa direzione: radicamento reale, organizzazione, presenza.
E domani si aprirà ufficialmente anche la sezione di La Spezia.
Non è un caso isolato. È il risultato di un lavoro silenzioso, costante, costruito nel tempo. Un impegno nel quale mi sono assunta una responsabilità diretta, seguendo passo dopo passo la creazione delle strutture territoriali, la definizione dei coordinamenti, il dialogo con amministratori, professionisti e cittadini.
Sanremo: il Ponente Ligure si organizza
La nascita della sezione Ponente Ligure a Sanremo rappresenta un segnale chiaro: DSP non vuole essere una sigla di testimonianza, ma una presenza strutturata nel territorio.
La nuova sezione nasce con una visione precisa: costruire un’alternativa politica radicata nei comuni, capace di parlare di amministrazione concreta, di infrastrutture, di servizi, di sviluppo economico e tutela del tessuto produttivo.
Il radicamento territoriale non si improvvisa. Si costruisce con strutture, ruoli definiti, responsabilità chiare.
Savona: “La Torretta” come presidio politico
A Savona è nata la sezione “La Torretta”, un nome che richiama identità e radici locali. Anche qui l’obiettivo non è simbolico: è organizzativo.
Una sezione territoriale significa presenza stabile, capacità di ascolto, costruzione di una classe dirigente locale. Significa prepararsi alle sfide amministrative con metodo, non con improvvisazione.
Savona rappresenta un tassello strategico in una Liguria che chiede rappresentanza e visione, non semplici prese di posizione episodiche.
Domani La Spezia: continuità e visione regionale
L’apertura della sezione di La Spezia completa un primo ciclo di radicamento che attraversa l’intera regione: Ponente, centro e Levante.
Questo percorso non nasce dall’urgenza elettorale, ma da una scelta politica chiara: costruire una presenza regionale solida, capace di incidere nei territori.
Ho seguito personalmente questo percorso organizzativo, perché credo che la politica non possa limitarsi alla comunicazione. Deve tradursi in strutture, responsabilità, coordinamento.
Oltre l’annuncio
In politica è facile annunciare. È più difficile costruire.
Sanremo, Savona e ora La Spezia non sono eventi isolati. Sono il segnale di un metodo: radicamento, organizzazione, continuità.
La Liguria ha bisogno di proposte serie e di una classe dirigente capace di stare nei territori ogni giorno, non solo durante le campagne elettorali.
DSP sta scegliendo questa strada. E io continuerò a lavorare perché questa crescita sia ordinata, coerente e concreta.