Cabinovia in Val Bisagno: il confronto si annuncia, ma non si pratica

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Cabinovia in Val Bisagno: il confronto si annuncia, ma non si pratica

Val Bisagno: mappa topografica della cabinovia con la cabina in teleferica tra Sciorba, Molassana e Staglieno, Genova, citando l’opzione proposta dall’architetto Gabriele Baldi Caproriti

In questi giorni il Comune di Genova ha parlato di confronto con il territorio sulla cabinovia in Val Bisagno.
Un tema importante, che riguarda la vita quotidiana di migliaia di persone.

Ma c’è un dato che non si può ignorare: dal 16 marzo sto aspettando una risposta.

In quella data ho inviato una richiesta ufficiale di incontro all’assessore Ferrante per discutere, insieme ai comitati della vallata, un progetto alternativo già esistente. A oggi, nessun riscontro.

E allora la domanda diventa inevitabile: il confronto è reale o è solo una formula buona per i comunicati?

Un’alternativa concreta già sul tavolo

Nei giorni scorsi ho incontrato i comitati della Val Bisagno insieme all’architetto Gabriele Baldi Caproriti, che da anni ha sviluppato una proposta alternativa alla cabinovia.

Il progetto prevede l’allargamento della sede stradale in sponda destra del Bisagno, sfruttando il franco del torrente, con una riorganizzazione della viabilità capace di garantire, per ciascun lato, due corsie per il traffico ordinario e due corsie preferenziali per il trasporto pubblico, una per senso di marcia.

Una soluzione pensata per migliorare davvero la mobilità della valle, senza piloni, senza opere invasive, senza nuove ZTL e senza restringere il letto del torrente.

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti del comitato Insieme per la Val Bisagno, ufficialmente riconosciuto e registrato presso il Municipio, con la presidente Alessia Traverso e Carla Veggi.

Non stiamo parlando di un’idea improvvisata.
Stiamo parlando di una proposta studiata, concreta, già valutata tecnicamente.

Il punto non è dire no, ma essere ascoltati

Non si tratta di essere contrari a prescindere.
Si tratta di riportare il dibattito su un terreno serio.

Qui non si parla di rendering o suggestioni da campagna elettorale.
Si parla della vita quotidiana di lavoratori, famiglie, studenti, cittadini che ogni giorno affrontano traffico, ritardi, difficoltà negli spostamenti.

Se esiste un’alternativa meno impattante, già elaborata e ritenuta fattibile, il minimo è ascoltarla.

Il metodo è il vero problema

Il nodo, a questo punto, non è solo il progetto.
È il metodo.

Se un assessore non risponde a una richiesta formale di confronto avanzata insieme a comitati cittadini ufficialmente riconosciuti, il problema diventa istituzionale.

Chi governa non può scegliere quando ascoltare e quando no.
La politica non è un privilegio da esercitare a intermittenza. È un servizio continuo.

Chi ha responsabilità pubbliche non è padrone del potere.
È un dipendente dei cittadini.

E dimenticarlo significa svuotare la democrazia della sua sostanza.

La Val Bisagno merita un confronto vero

La mobilità della Val Bisagno merita trasparenza piena e un passaggio pubblico reale, prima di qualsiasi decisione.

Per questo continuo a chiedere che l’assessore Ferrante convochi un incontro ufficiale con i comitati e con l’architetto Baldi Caproriti, per discutere nel merito le soluzioni possibili e chiarire quali scelte l’amministrazione intenda davvero prendere.

Il territorio non si ascolta a giochi fatti.
Non si ascolta dopo gli annunci.
Non si ascolta selezionando gli interlocutori.

La Val Bisagno merita rispetto, serietà e risposte concrete.

E oggi il primo gesto di rispetto è semplice: aprire finalmente quel confronto che il Comune dice di voler fare, ma che finora non ha avuto il coraggio di affrontare.