Bombe, tombe e balle: perché il Mediterraneo non è solo “Mare Nostrum”

Il 3 ottobre avrò l’onore di dialogare con Antonio Evangelista, ex dirigente di Polizia Interpol, in occasione della presentazione del suo nuovo libro Mediterraneo. Stesso sangue, stesso fango. L’appuntamento è alle 20.30 presso Bi.Bi. Service, Via XX Settembre 41/3p – Genova.
Un evento gratuito e aperto a tutti, che porterà nella nostra città una voce scomoda e necessaria, capace di smontare luoghi comuni e narrazioni costruite ad arte.
Mediterraneo: campo di battaglia geopolitico
Il libro di Evangelista è un’inchiesta documentata e spietata. Racconta un Mediterraneo che non è solo culla di civiltà, ma anche scena del crimine. Qui si intrecciano guerre costruite, interessi nascosti e verità manipolate.
L’autore evidenzia come i Paesi occidentali agiscano seguendo uno schema ben preciso: destabilizzare, fomentare proteste, invocare il vecchio slogan dell’“esportazione della democrazia” per poi occupare, sfruttare e usurpare risorse.
E l’Italia? Geograficamente e strategicamente al centro di questo scenario, soprattutto come snodo naturale dei gasdotti, diventa un tassello fondamentale di questo disegno.
Chi è Antonio Evangelista
La carriera di Evangelista inizia tra le mine inesplose nei campi profughi di Sabra e Shatila nel 1982. Da lì un percorso che lo porta negli uffici investigativi e antiterrorismo, fino al ruolo di dirigente della Polizia-Interpol in Giordania, dove ha operato fino al 2022 come esperto di terrorismo confessionale (ISIS) e criminalità organizzata.
La sua esperienza diretta sul campo lo rende un testimone privilegiato delle dinamiche geopolitiche e dei conflitti che da decenni attraversano il Mediterraneo. Non un accademico chiuso nelle biblioteche, ma un uomo che ha visto con i propri occhi ciò che spesso i media occultano o distorcono.
Perché esserci a Genova il 3 ottobre
Il convegno dal titolo provocatorio “Bombe, tombe e balle” sarà l’occasione per smontare le narrazioni che ci vengono servite come verità indiscutibili. Non un semplice incontro culturale, ma un invito a riflettere, a guardare oltre le immagini e i titoli confezionati dai media.
Sarò accanto ad Antonio Evangelista insieme ad Alessio Saso per un dialogo aperto e senza sconti. Un momento in cui la memoria, la geopolitica e la ricerca della verità si intrecciano per restituire dignità a un Mediterraneo che riguarda tutti noi.
Viviamo in tempi in cui la manipolazione dell’informazione è parte stessa del conflitto. Per questo eventi come questo diventano spazi preziosi: non solo per ascoltare, ma per imparare a distinguere il vero dal falso.
Vi aspetto a Genova, venerdì 3 ottobre alle 20.30. Perché la verità non si guarda dal salotto. Si affronta.